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CHI HA PAURA DELLE INNOVAZIONI IN CARDIOLOGIA? I PAZIENTI O I MEDICI?

I pazienti apprendono le novità in medicina dai giornali o da trasmissioni televisive divulgative, quando va bene, altrimenti da conoscenti o da internet. Nei primi due casi vengono normalmente intervistati specialisti in materia che cercano di spiegare con parole semplici ma necessariamente generiche l'uso di un nuovo strumento e le proprietà di nuovi farmaci o interventi. I conoscenti parlano per esperienza personale, che può essere stata positiva o meno, a seconda dell'interpretazione data. Su internet, metodo senz'altro più rapido ma senza controllo, si trova di tutto e di più, compresi i consigli dei personal trainer!

I medici apprendono le novità in campo sanitario dalle riviste di settore o dai congressi specialistici, a meno che siano essi stessi i creatori di strumenti o metodiche. Sono poi i medici di famiglia o i singoli specialisti che devono creare il collegamento tra quanto appreso dai pazienti e quanto appreso da essi stessi, mettendo bene in chiaro il rapporto tra rischi e benefici.

Un argomento che di recente ha causato molte discussioni, dopo un'inchiesta televisiva, è l'impianto di una nuova valvola aortica grazie a un catetere che passa da un arteria all'inguine (TAVI), intervento proposto soprattutto in pazienti anziani con alto rischio di complicazioni per un intervento tradizionale.

Quello che è certo è che i progressi in cardiologia hanno allungato la vita media delle persone migliorandone anche la qualità, grazie a intuizioni, sperimentazioni e, perché no, a volte casualità. Esempi?

  • l'uso dei betabloccanti nello scompenso
  • l'esecuzione delle angioplastiche in centri senza cardiochirurgia
  • l'impianto di protesi valvolari meccaniche da oltre 40 anni
  • il trapianto di cuore
  • la trombolisi per liberare le coronarie da un trombo
  • l'aspirina in prevenzione secondaria
  • la riduzione del colesterolo cattivo grazie alle statine
  • la riabilitazione dopo l'infarto
  • la defibrillazione sul territorio
  • gli aceinibitori per l'ipertensione e lo scompenso
  • un farmaco per l'ipertensione polmonare inizialmente sperimentato contro l'impotenza.

Ritornando al discorso sulla TAVI, ma estendibile a tutte le malattie e procedure, sono la competenza, l'onestà e la modestia degli specialisti a decidere le soluzioni migliori per il paziente, che da parte sua non può che metterci la fiducia.

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